Un lunedì da leone

Un cagnolotto morto di stanchezzaOggi il Lumachino è davvero cotto :-(
Tra la sveglia all’alba, la neve bolognese, il viaggio in treno e la maera di studenti in biblioteca, non vede l’ora di concedersi un momento di relax nella sua piccola cucina e rasserenarsi al dolce sobbollire di una bella zuppa (la nuova pentola di coccio deve pur rodarsi per benino…) :-)
E siccome nel frigo ci sono un pò di gamberetti, un pezzettino di merluzzo e il mio immancabile cavolfiore, la mia rivista preferita (Cucina naturale, se non la conoscete) riesce a venirmi in mio aiuto anche questa sera :-) con questa ricettina!

Zuppa di cavolfiore allo zafferano con merluzzo e gamberetti
500 gr di cavolfiore bianco
1 carota
1 patata a pasta bianca
2 scalogni
1 spicchio di aglio
24 gamberetti freschi sgusciati
100 ml di vino bianco
4 foglie di alloro
300 g di merluzzo
1 bustina di zafferano
zenzero fresco grattugiato
pepe bianco
olio di oliva extra vergine
latte
sale

Mondate il cavolfiore e dividetelo in cimette. Pulite la carota, dividetela a metà e tagliatela in quattro pezzi. Sbucciate la patata e tagliatela in grossi spicchi. Lessate per 15 minuti le tre verdure in 2 litri d’acqua bollente salata, scolatele e conservate l’acqua di cottura al caldo.
Sbucciate gli scalogni e l’aglio, tritateli e rosolateli per 6-7 minuti insieme a tre cucchiai di olio, aggiungete le code dei gamberetti, fatele insaporire per 2-3 minuti, bagnate con il vino e fatelo evaporare quasi del tutto.
Togliete il pesce dalla pentola e unite al fondo di cottura le foglie di alloro e il merluzzo tagliato in piccoli pezzi facendolo cuocere da solo per 5 minuti.
Aggiungete le patate e il cavolfiore schiacciati con una forchetta, fateli insaporire insieme al pesce per qualche minuto, unite lo zafferano insieme a 1 litro circa dell’acqua di cottura delle verdure dal momento dell’ebollizione cuocete per altri 5-6 minuti.
Sgusciate i gamberetti e divideteli a metà per il lungo. Frullate le carote con un frullatore a immersione insieme a un pizzico di zenzero e al latte sufficiente a ottenere una fluida salsina.
Togliete le foglie d’alloro dalla zuppa e, se troppo asciutta, equilibratela con l’acqua di cottura delle verdure, tenendo presente che deve comunque rimanere densa.
Assaggiate il sale, pepate e distribuite nei piatti. Disponete tutto intorno le mezze code di gamberetti, versate al centro la salsina di carote versata a filo e servite.


Che dirvi…Che il topino Remì sia con voi!!! :-D
A domani per un giro sulla macchina del tempo….

Ricette contro la tristezza

Trattato di culinaria per donne tristiBasta l’incipit di questo piccolo libretto a fargli trovare un posticino nella mia libreria pistoiese :-)
“Nessuno conosce le ricette della felicità. Tuttavia, nella mia lunga pratica con frutti e verdure, con erbe e radici, con muscoli e viscere delle varie bestie selvatiche e domestiche, ho trovato in certe occasioni vie di consolazione. Sono preparati semplici e molto poco rischiosi. Diffida di me, non cucinare i miei decotti se ti assale l’ombra di un dubbio. Ma leggi questo tentativo fallace di stregoneria: lo scongiuro, se serve, non è altro che il suono: ciò che cura è l’aria che esalano le parole”.
A scriverlo è Héctor Abad Faciolince, autore colombiano, pressochè sconosciuto, un dolce e strambo affabulatore dell’anima, lo definirei, onesto con il lettore nel dichiarare, senza mezzi termini, di non essere un gastronomo o un gourmet.
Non so bene come dirvelo, ma… questo NON è un libro di cucina.
Di più: è un libro di non-cucina fatto di riflessioni acute, dotate di una sferzante ironia e mescolate a degli improponibili ed impropinabili consigli gastronomici. :-D
Mi è piaciuto questo foglietto illustratito per la lettura che ho trovato sul web e ve lo ripropongo:
Consigliato: a chi gradisce la letteratura sudamericana, a chi legge volentieri per puro gusto o per curiosità, a chi di un libro sa apprezzare anche il tipo di carta e il formato (sbiello letteralmente per la grande raffinatezza della Sellerio).
Sconsigliato: ai pragmatici, a chi non ama la grazia onirica degli scrittori latini, ma soprattutto a chi non crede che la ricetta del cavolfiore nella nebbia abbia il potere di succhiare la malinconia e che nulla addolcisca le pene dello spirito come le marmellate…

Una ricetta davvero azzeccata:
“Se un giorno ti ammalerai di parole, come a tutti noi succede, e sarai stanca di sentirle, di dirle. Se qualsiasi parola sceglierai ti sembrerà sprecata, senza luce, sminuita. Se avrai la nausea quando senti “orribile” o “fantastico” per qualsiasi fatto, non ti curerai, ovviamente, con una zuppa di lettere. Farai quanto segue: cuocerai al dente un piatto di spaghetti che condirai con il sugo più semplice: aglio, olio e peperoncino. Sulla pasta già rimescolata con l’intingolo suddetto, grattugerai uno strato di parmigiano. Al lato destro del piatto fondo colmo di spaghetti conditi come ho detto, metterai un libro aperto. Al lato sinistro, metterai un libro aperto. Di fronte, un bicchiere pieno di vino rosso secco. Qualsiasi altra compagnia non è consigliabile. Sfoglierai a caso, le pagine dell’uno e dell’altro libro, ma entrambi devono essere di poesia. Solo i buoni poeti ci curano dalla saturazione di parole. Solo il cibo semplice ed essenziale ci cura dai peccati di gola.”

Una cucina km 0

Fiore di cavoloHa beccato anche me!
“Petardina Poppins” è stata presa di mira dall’influenza!
Sono tutta un gocciolar di naso e tosse catarrosa :-( mannaggia a bubbà!
Tuttavia la mia voglia di sperimentare ricette rimane sempre ed eccomi allora a sfogliare il nuovo numero di Cucina naturale, alla ricerca di un spunto di stagione, di un bel piatto a km 0
E i miei desideri sono subito accontentati da questa facile ricetta che vi posto. Semplice, di stagione (chi non ha finocchi e cavolfiori nel frigo), e con un pizzico di fantasia che mi piace (servire i crostini, accanto alle porzioni di zuppa, in vasetti di vetro – quelli con la chiusura ermetica, per capirci)

Vellutata di cavolfiore all’aneto con crostini alle erbe
500 gr di cimette di cavolfiore
400 gr di cuori di finocchio
2 scalogni
400-500 ml di brodo vegetale
250 ml di latte
20 gr di burro
1 mazzetto di aneto
qualche bacca di pepe rosa
sale e pepe

Per i crostini:
6 fette di pancarré integrale
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 mazzetto piccolo di prezzemolo o erba cipollini tritato
1 pizzico di aglio
3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
sale e pepe

Tritate finemente gli scalogni e poi fateli appassire col burro senza farli scurire. Unite le cimette di cavolfiore e i cuori di finocchio, tagliati a fette spesse circa 1 cm. Lasciate insaporire per 2 minuti, pepate e coprite a filo col brodo vegetale. Quando si alzerà il bollore, versate il latte, coprite e cuocete per altri 10 minuti, finchè gli ortaggi saranno molto morbidi.
Frullate la minestra con il frullino a immersione (eventualmente levate del brodo per avere un risultato più denso), unite l’aneto tritato, controllate il sale e completate con qualche grano di pepe rosa pestato.
Eliminate la crosta dal pancarré e tagliatelo a cubetti piccoli. In una ciotola mescolatelo con l’olio, il prezzemolo o l’erba cipollina, eventualmente l’aglio (se vi garba), il parmigiano, un pizzico di sale e di pepe.
Infornate i cubetti in una placca ricoperta con carta da forno a 180 °C finchè non risulteranno croccanti e dorati, pronti così per essere serviti con la vellutata.

Una tanguera alle prese con la vita

Accendi l'immaginazioneQuest’oggi il Lumachino è stato un pò impegnato con una sua simpaticissima Amica pistoiese :-) , l’estrosissima Serena Zampini, la mia, tutta personalissima, “Miss folletta simpatia”.
Impossibile definirla. Lei è UNICA.
Se dovessi descriverla vi direi: un sorriso contagioso, una mente eclettica persa dietro mille progetti, una folletta che non ha paura “darsi” in una città un pò sonnacchiosa, in sintesi una vera tanguera alle prese con la vita :-) (chissà se in queste definizioni ci si specchia…secondo me l’ultima è azzeccatissima :-) )
Gestisce a Pistoia un piccolo laboratorio, e per il mio obiettivo 2011 “l’inglese si può masticare senza paura” lei è la teacher ideale! L’attende un compito davvero arduo con me. Ma, dalla sua, ha un’allieva pronta a lasciarsi andare scrollandosi di dosso timori e ritrosie (chi se ne frega se una pronuncia verrà storpiata… non è forse vero che “sbagliando si impara?)
Non vedo l’ora di cominciare le nostre lezioni…chissà se riuscirà nell’impresa?
Io credo di si! ;-)

P.S. Parlare di tango m’ha fatto venire in mente questo film

La dura e tenera fragilità degli eroi

Ritratto di gruppo con assenzaGrazie alla febbre per avermi dato la possibilità di godermi di questa dolce pagina dall’ultimo libro di Sepulvéda, Ritratto di gruppo con assenza
“Apro la porta e vedo un ragazzo vestito quasi come un boy scout, perchè gli manca soltanto il cappello Baden-Powell. Subito spiega che non vuole né soldi né cibo, ma libri, perché nel suo quartiere stanno creando una biblioteca. Poi mostra vari documenti che lo accreditano come biblio-volontario di un comune povero di Santiago.
Con lui se ne vanno L’armata a cavallo di Isaak Babel’, un romanzo di Andrea Camilleri, Il ladro di merendine, un altro di Alfonso Mateo-Sagasta, Ladri di inchiostro, e un paio di libri miei.
Lo guardo allontanarsi sicuro e deciso. Non ha più di quindici anni quell’agitatore della lettura, quel pericoloso combattente della cultura, che mi ricorda me stesso quando avevo la sua età.
“Ma… stai piangendo?” domanda la mia compagna.
“Certo, piango perché non tutto è perduto” le rispondo.

P.S. Questo ragazzino mi fa pensare a qualche giovane utente della San Giorgio :-)