Bentolibri

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Lo scrivo subito: sono un’assoluta neofita del bento e della sua filosofia!

Ma questo non ferma la mia consueta curiosità ed eccomi allora a spiluccare nel web per scoprire il fascino di questo modo di intendere e cucinare il cibo consumato fuori casa.  La mia mente ha cominciato a “sviaggiare” a pensare a tutti quei sabati in cui, appena sveglia, prima di andare a lavoro, preparo il mio piccolo lunch da consumare durante le 6 ore di treno che mi separano da casa, ed ecco allora la mia folle idea :-D …il mio bentolibri!

La scatola (una botta di crafting in cui mi sono divertita a rendere omaggio al mio conterraneo, il poeta delle mie notti infinite )

“…Che fai tu luna in ciel?
Guardi gli amanti.
Ed ogni amante, luna, guarda te.
Tu vedi ciò che al mondo
d’immenso e di profondo
e di piu bello c’è…”

Il companatico per riempire il pancino durante le lunghe ore di treno:

  • piadina homemade, ripiena di verdure cotte, formaggio fresco e prosciutto
  • piccola fetta di torta di ciliege del Cavoletto
  • macedonia di frutta (fragole, pere, pesche e banane)
  • e per finire un libro!! Sempre con me! Perchè il pancino ha fame ma anche la mente reclama il suo cibo :-D

Per il trasporto … la shopper della biblioteca :-D troppo fashion per una bibliotecaria matta ;-)

E con questo post partecipo al contest di Carolina ed Elisa

Scoperte narrative: lo scrittore-giornalista dalla schiena dritta che arrivava prima della Cia

Sequestrato argentino numero 26.001, assassinato in un’ imboscata, il cadavere portato via e  mai restituito ai familiari. Alzi la mano chi in Italia ha mai sentito anche solo nominare Rodolfo Walsh. Nel mio caso, l’ incontro, è stato “mediato” :-) , grazie alla lettura delle avventure di Héctor Belascoarán Shayne, e la scintilla …è ESPLOSA!
Leggere la storia del “fucilato che vive” in Operazione massacro (… grazie a dio Sellerio non pubblica solo Camilleri!!!) è  stato come piombare tra le pagine del più puro giornalismo investigativo! E pensare che Walsh nell’introduzione ne parla come di un libro nato per caso, quasi controvoglia: ”Non so cosa sia ad attrarmi in questa storia vaga, lontana, irta di improbabilità…E’ solo il caso ad avermi messo tutto davanti agli occhi. Sarebbe potuto accadere a cento chilometri da qui, sarebbe potuto accadere mentre io non c’ero”.
La storia: Argentina del dopo Peron. 9 giugno 1956: un tentativo di restaurazione peronista fallisce. Qualche mese dopo Walsh si incontra con uno strano personaggio che gli narra una storia incredibile: la notte del insurrezione fallita, l’esercito avrebbe fucilato senza motivo un gruppo di civili inermi a Josè Leon Suarez, nella periferia di Buenos Aires. Come fa quell’uomo a saperlo? Semplice: lui è uno dei fucilati che vive. Quella notte si è salvato (per caso o per miracolo) fingendosi morto.
Che dirvi di questo straordinario scrittore… un grande giornalista, un uomo talmente capardio da essere arrivato ad uno degli scoop più importanti della storia, una bomba mondiale, quella della Baia dei Porci (la storia racconta che una notte dell’aprile 1961 si imbatte in un rotolo di telescrivente con un messaggio in codice, che decifrandolo, scoprì essere l’annuncio che gli Usa stavano preparando l’invasione di Cuba alla Baia dei Porci).  Lo sbarco verrà bloccato dall’esercito cubano e Walsh diventerà l’uomo che arrivato prima della Cia, a detta di Gabriel Garcìa Màrquez.
La sua grandezza di uomo sta però in un altro capolavoro: il 24 marzo 1977, ad un anno esatto dal golpe (in cui  Videla rovescia Isabelita Peron e instaura la più cruenta delle tante dittature della storia del Sudamerica), scrive la Carta abierta de un escritor a la junta militar (Lettera aperta alla giunta militare):  il capolavoro del giornalismo universale, nel quale, dati alla mano, lancia l’accusa al potere di aver portato il Paese al disastro economico e di aver ridotto la popolazione alla fame.
La lettera (inviata per posta alla Giunta, con tanto di firma ed estremi della carta di identità in calce) si chiude così:
“Queste sono le riflessioni che nel primo anniversario del vostro infausto governo ho voluto far pervenire a voi, membri della giunta, senza la speranza di essere ascoltato e con la certezza di essere perseguitato, ma fedele all’impegno assunto tempo addietro di prestare testimonianza nei momenti difficili.”

Un po’ di s.c.o.t.c.h

La grandezza di questo paese
non è più nelle piazze, non è nelle chiese
Non è Roma di marmi, fontane e potere
Né Milano tradita da chi se la beve.
Non è Genova o Taranto, signore del mare.
Non è Napoli e questo è persino più grave.
Non è più divertente tirare a campare
soprattutto non è originale.

La fortuna di questo paese
non è più degli artisti
non è delle imprese
Non c’è nei discorsi di chi vado a votare
se grandezza ce n’è non si riesce a vedere
così hai voglia a cercarla tra i mille canali
sia su quelli analogici che sui digitali
ma non serve aumentare la definizione
per vedere più grande un coglione.

Fantasia con il basilico

Una ricettina semplice semplice, per chi, sempre di corsa, cerca qualcosa di stuzzicante per coccolarsi a merenda!

Cake con cioccolato, basilico e pepe (presa dall’allegato Plumcake dolci e salati della rivista Sale e pepe)

180 g di farina
3 uova
150 g di zucchero
150 g di burro
100 g di cioccolato fondente
1/2 dl di latte
2 cucchiaini di cacao amaro in polvere
una manciata di basilico
1/2 cucchiaino di pepe di Sechuan in grani
1/2 bustina di lievito per dolci e 1/2 cucchiaino di bicarbonato
1 pizzico di sale

Sciogliere il cioccolato a bagnomaria insieme al burro. Pestate i grani di pepe nel mortatio in modo da ridurli in polvere. Tritate finemente il basilico. In una ciotola sbattete le uova con lo zucchero. Quando il composto avrà raddoppiato di volume e risulterà spumoso, aggiungete poco a poco la farina, la crema di cioccolato, il burro e il pizzico di sale. Unite poi il cacao e il latte, il basilico e il pepe. Mescolate con un cucchiaio di legno. Incorporate delicatamente il lievito e il bicarbonato. Versate l’impasto nello stampo imburrato e infarinato e infornate.
Fate cuocere per 40 minuti a 180° C, quindi lasciate raffreddare prima di sformarlo.

P.S.Il pepe esalterà l’intensità del cioccolato e il basilico aggiungerà un tocco di sapore davvero sorprendente ;-)

E con questo dolcino partecipo al contest di Mamma in  pentolaFantasie…per il basilico

“Immaginare è marinare le ore noiose della vita”

Fortunatamente nella vita ti arrivano tra le mani libri così! Scanzonati e scherzosi, che ti strappano sospiri e sorrisi facendoti  trepidare e palpitare! Un “regalo” davvero per grandi e piccini da un artista come Remy Charlip: delicato e lieve, quasi un sussurro, sincero nel farti ammettere che nella vita non sempre è primavera. Ma anche che l’inverno non dura in eterno! Soprattutto se, come Ned, ci si dà da fare perché finisca al più presto. E poi, come non lasciarsi catturare da un artista che scrive “Amo le sequenze. E per questo amo i libri illustrati. Quando ne leggi uno a un bambino, vuole subito che tu vada alla pagina successiva. “Gira la pagina, gira la pagina!” strepita. Sa che ogni nuova pagina è una porta che si apre su un mondo nuovo, diverso.”
Parole sempre ricche, dal contorno deciso e carico di speranza nelle quali le difficoltà di ogni giorno vengono malleate fino quasi a diventare scommessa continua!

Tra i finalisti del Premio Andersen 2011 – sezione 6-9 anni
Se siete curiosi qui trovate alcune pagine da sfogliare ;-)