Colazioni lavorative

Appartengo alla categoria che ama fare dolci per il gusto di condividerli con chi la circonda :-D E questo è stato il dolcino con cui abbiamo “colazioneggiato” questa mattina a lavoro:-D (volete la verità?! … io realizzo ricette pescate tra tutte le riviste, libri e blog che inseguo e loro – INCONSAPEVOLMENTE – ma sembrerebbe da ciò che rimane PIACEVOLMENTE – lavorano come mie “personali” cavie del gusto).

Brioche tressées au sucre (dall’utimo numero di Saveurs)

Ingredienti

 260 g di farina
20 g di lievito di birra
50 g di zucchero a velo
1 uovo
1 tuorlo
10 cl di latte tiepido
40 g di burro semi-salato
1/2 cucchiaino da caffè di sale fino (fate pure un  pizzico che va bene lo stesso)
zuccherini per decorare

In un pentolino fate sciogliere il burro. Sbriciolate il lievito nel latte tiepido e lasciate riposare per 15 minuti.
In una ciotola mescolate la farina con lo zucchero e il sale, aggiungete l’uovo, il burro e maneggiate l’impasto rapidamente.
Versate il latte e lavorate la pasta fino ad ottenere un composto omogeneo ed elastico, quindi lasciatelo riposare in un luogo caldo, coperto da un canovaccio, per 2 ore. Appena la pasta sarà lievitata, raggiungendo circa il doppio del suo volume, lavoratela dividendo l’impasto in tre filoncini formando una treccia. Poggiatela su una placca da forno, spennelatela con il giallo dell’uovo e lasciatela riposare per ancora 1 ora.
Preriscaldate il forno a 170°C. Rispennellate la treccia briosciata e spolveratela di zuccherini (o come nel mio caso di mandorle a scaglie) e infornate per 25 mn circa (fino a quando la superficie sarà ben dorata).

P.S. Perdonate la foto, ma la mia timidezza mi impediva di allestire il tavolo del nostro ufficio di catalogazione per scattare un’istantanea degna di cotanto gusto :-D (la macchinetta però ce l’avevo dietro…chissà se la prossima volta…)

Cibi di strada

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Non date il Lumachino per dispersa… :-) era solo smarrita tra mille colori e sapori, aromi e brusii, di quelli che solo il mondo della strada sa regalarti! Che godimento il cibo di strada e che ricordi trascina con se (la scuola, gli amici, la gita fuori-porta…)  :-) Con i loro sapori semplici, netti e antichi sono il simbolo della tradizione alimentare di un luogo. Pensateci: se sei del posto ti mettono in contatto fisico con la tua identità; se non fai parte della comunità, raccontano ai tuoi sensi la sua cultura, in maniera schietta ed economica. Insomma un cibo al gusto di monelleria, che trovi dietro l’angolo, con una storia da raccontare, fatta soprattutto di persone, e non solo di tempi, metodi o procedure.

(da Cibi di strada di Stanislao Porzio – lettura davvero accattivante - anche le parole possono essere cucinate in pentola per dar vita ad un cibo davvero succulento!)

P.S: Il mio cibo di strada preferito? In testa il panino con la porchetta di Castelraimondo :-D Se capitate da quelle parti dovete assolutamente fermarvi ad assaggiarlo ;-)

Suggestioni d’infanzia

Per farmeli mangiare i miei genitori le provavano di tutte :-) (anche col melone e la crosta dei vincisgrassi la battaglia è stata lunga …); alla fine è bastata un’isalata di Saveurs per lasciarmi sedurre dal loro gusto!
Ingredienti
6 fichi verdi
4 fette di prosciutto crudo
70 gr di parmigiano grattugiato
150 gr di rucola
30 gr di mandorle intere
sale, pepe

Preriscaldate il forno a 180°. In una ciotola mescolate l’aceto di noci (io ho usato un buon aceto balsamico), il sale, il pepe e l’olio; quindi procedete lavando i fichi e tagliandoli in fettine da 3 mm circa di spessore. Deponeteli su un piatto e irrorateli con metà della vinaigrette realizzata e riponeteli al fresco per 15 minuti.
Nel frattempo, infornate le fettine di prosciutto crudo per 4-5 minuti in modo da renderle croccanti e, allo stesso modo, col parmigiano grattugiato, create 4 cialdine, disponendole in una placca da forno e facendole cuocere fino a doratura (5-6 minuti).
Condite la rucola con la vinagraite restante e disponetela nei patti, aggiungete le fettine di fico, il prosciutto, le mandorle tritate e tostate e i pezzetti sbriciolati di cialda di parmigiano!

Vedrete che SLURP!!

Per un compleanno pieno di sogni… capito sorellina?! :-D

“Ero felice di servire i sogni, di covarli senza rinchiuderli, ché mi piacevano i sogni con le radici che attecchivano e impiantavano il loro fusto consistente dentro la mia vita. I sogni sono desideri, su questo assunto mi trovavo d’accordo con Cenerentola, solo che io non credevo alla fortuna, o forse non ero sufficientemente sguattera per sperare in quel finale; inoltre il principe azzurro faceva parte delle grandi illusioni decadute ancora prima di quella di Babbo Natale.
Nel terrazzino come un un vaso di pandora, imparai ad entrare in confidenza con i miei sogni, che erano timidi come i geranei, come timidi sono i talenti prima di uscire allo scoperto; abbisognavano della mia energia, di un’alacre manovalanza, della pazienza e della tenacia, le mie sorelle più amate; di una dedizione profonda mai dimentica, una cura costante passionevole, non per cercare di acchiapparli, ma piuttosto per riuscire a raggiungerli.
I sogni erano giganti scapigliati e commoventi che sollevavano il tetto del mio cielo di cui ero innamorata e grazie ai quali avrei fatto tutto per essere alla loro alltezza. Essere all’altezza dei sogni; niente altro può fare una vita in alto mare se non seguire la luce orientata del faro, la cui esistenza è certezza per la speranza di andare avanti in solitaria senza smarrirsi….
Il sogno mi correva dentro simile a un fiume carsico dalle piene potenti e invisibili, tanto che nei punti di trasparenza della mia vita lo si poteva riconoscere nella genesi, nella sua mallevatura e nel modo in cui l’esistenza stessa del sogno dava garbo dignità lustro e sostentamento alla mia vita, era la ricchezza, era la grazia.
Era l’impresa da compiere, ardua e gentile difficile e mirabile ma irresistibile, era il viaggio sulla luna ardimentoso immaginifico che con gioia costringeva a spingere il limite oltre quelli che si credevano i propri limiti, era il cavaliere e il suo cavallo; cavallo elevato al rango della difficoltà e dalla nobiltà del sogno, appassionato e instancabile, ispirato e fedele che disperava delle difficoltà ma non del sogno  ed era infine la principessa innamorata e meritata, la pricipessa salvata, era il senno perduto nel buio delle sconfitte e delle cadute e ritrovato alla luce della forza stessa del sogno; quella di esporsi all’impossibile.”

(da Il terrazzino dei gerani timidi di Anna Marchesini)

Diventa anche tu un blog a Impatto Zero

Solo 374 alberi già piantati… ohi ma stiamo scherzando?! Qui bisogna smoversi un po’, far circolare la voce e lanciare questo contatore verso numeri vertiginosi!! Non pensiate che sia impazzita, sto semplicemnte parlando dell’iniziativa promossa da “DoveConviene” e “I plant a tree“, col progetto “CO2Neutral” : piantare un albero (precisamente una quercia nei pressi di  Göritz) per ogni blog o sito che aderirà.

Nello specifico, Doveconviene.it si occupa di raccogliere i volantini della catene commerciali (Mediaworld, Unieuro, Ikea solo per citarne alcune), in modo che gli utenti possano sfogliarle e confrontare in un unico spazio web prima di fare acquisti.
I volantini digitali, oltre a consentire di risparmiare tempo e denaro facendo acquisti, diventano così un’alternativa ecologica, pulita e trasparente di informazione verso i consumatori rispetto al volantinaggio cartaceo (una delle maggiori fonti di spreco di carta che provoca l’abbattimento di circa 3 milioni di alberi).
Grazie ad internet ed ai volantini digitali è possibile quindi salvaguardare anche il nostro pianeta, perché da oggi Doveconviene.it vuole anche a piantarne di nuovi con l’iniziativa “il tuo blog ad impatto zero“, che permette a chiunque sceglie di aderire gratuitamente di abbattere l’impatto ambientale del proprio sito o blog.
Per maggiori dettagli, per sapere quali tipi di querce vengono piantate e vederle crescere, potete andare a questo link.

Per partecipare bisogna:

- scrivere un post sul proprio blog riguardo questa iniziativa, dicendo che si ha un blog o sito ad impatto zero;

- scegliere il bottone che si preferisce tra quelli che si trovano qui e inserirlo sul proprio blog;

-  segnalare il link del post creato scrivendo a co2neutral@doveconviene.it