Per le amiche questo e altro

Missione del weekend: preparare una torta per la mia amica Sabri impegnata alla festa dell’Unitalsi!
Lumachino, alla faccia del caldo e dello stress che i viaggi con Trenitalia regalano durante questo periodo estivo, non poteva non darsi da fare e sfruttare tutte quelle dolcissime albicocche che l’albero dietro casa regala con tanta felicità della sottoscritta :-)

E allora ecco una semplicissima, ma di grande effetto, tarte, cotta a mò di tatin (mi fà tanto Paris mmmm, tanto Petits Mitrons – ho ancora la scatolina di questa pasticceria – per farvi capire come mi sia nel cuore ;-) )
Ingredienti per la base, una brisée sucrée
220 g di farina
140 g di burro
60 g di zucchero
2 tuorli d’uovo
5 cl di acqua fredda
Per il ripieno
600 g di albicocche
15 g di burro per lo stampo
50 g di zucchero
mezza buccia di limone grattugiata

Preparate l’impasto nel mixer. Cominciate facendo mescolare tutti gli elementi secchi (farina, burro e zucchero), in modo da ottenere un composto sabbioso, dopodiché aggiungete le parti liquide (uova e acqua). Quando il composto si staccherà dalle pareti del robot formando una palla sarà pronto :-)
Ricopritelo con la pellicola e fatelo riposare in frigo per almeno tre ore.
Lavate e asciugate le albicocche, tagliatele a metà e privatele del nocciolo. Insaporitele con 50 g di zucchero e la buccia di limone grattugiata. Prendete uno stampo da crostata da 24 cm, imburratelo abbondantemente e disponetevi a raggiera le albicocche insaporite. Stendetevi sopra la pasta brisée facendola aderire ben bene intorno al bordo della tortiera. Bucherellate tutta la superficie e infornate a 180° per 30-40 minuti (quando la superficie sarà bella dorata la tatin è pronta). Sfornatela e lasciatela freddare un pochino prima di rovesciarla sul piatto da portata.

P.S. Se volete osare per un gusto più particolare, potete aggiungere alle albicocche un cucchiaino di fiori di lavanda essiccati oppure due rametti di rosmarino ;-)

Parigi per “spalancare la finestra e lasciare entrare la vie en rose”

Proprio come nel film, Parigi ha qualcosa di unico, di catartico, di rigenerante e ritemprante sulla vita quotidiana. Rientrata e già con la voglia di rimettersi in viaggio per tornare a gironzolare tra quelle rue, anche se il freddo polare ti toglie il respiro e ti trasforma le mani in ghiaccioli tremanti…

Avevo promesso tante fotine e allora eccovi una prima selezione :-)

Cominciamo con le librerie. Se vi state chiedendo il perché, Jean-Luc Nancy vi offre la giusta motivazione, regalandovi una golosa anticipazione per le foto che vi attendono ;-)

“La libreria è una profumeria, una rosticceria, una pasticceria: un’officina di sentori e di sapori attraverso i quali si lascia indovinare, supporre, presentire qualcosa come una fragranza o come un aroma del libro.”

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Alla fine si torna sempre

Le mie colleghe attendono questa ricetta da 10 giorni :-(
Temevo di essermi perduta in un mare di e-book, device, licenze e futuri scenari digitali…invece…alla fine…sono riuscita a rientrata tra queste pagine. Forse il merito sarà stato della super serata che ho avuto il piacere di trascorrere ieri, in compagnia di tre donne sexy e scatenate :-)
Un vero e proprio pizza-party “psicanalitico”, a base di dissertazioni “ridanciane-sociologiche” su cosa cerchi l’uomo di oggi (nell’occasione la “componente” internazionale del quartetto ha espresso un pensiero davvero interessante – “nel corteggiamento odierno manca il ballo e il coinvolgimento emotivo che solo una sala da ballo sa regalarti) e propositi per il nuovo anno, il tutto condito e impreziosito da diamanti e tacchi alti ;-)
L’atmosfera che trasudava dalla cucina? Questa :-D

Torta di mandorle e mele (dal libro Torte di mele)
Ingredienti:
150 g di zucchero
4 uova
100 g di farina
1/2 bustina di lievito
100 g di mandorle
3 mele (da circa 120 g ciascuna)
il succo di un limone
zucchero a velo per guarnire

Tritate le mandorle finemente e tenetele da parte. Sbucciate le mele, privatele dei torsoli, tagliatele a pezzetti regolari e raccoglietele in una ciotola bagnandole con il succo di un limone.
Montate i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto molto spumoso. Aggiungete la farina, le mandorle tritate, quindi le mele sbucciate a pezzetti, il lievito e infine gli albumi montati a neve molto ferma, incorporandoli dal basso verso l’alto per non sgonfiare l’impasto.
Versate il composto in una tortiera (da circa 21 cm di diametro) ben imburrata e infarinata e cuocete a 180 °C per un’ora circa. Una volta sfornata lasciatela raffreddare e cospargetela di zucchero a velo prima di servirla.

Gli uomini sono come…

Cuore di cioccolatoUn’amica dell’università m’ha inviato un help enorme come una casa!
Un consiglio per un’afrodisiaca (ma semplice da fare) torta al cioccolato che riesca ad incantare il suo boy!
Mmmm… compito arduo ma una ricettina facile facile ce l’ho ;-) poi dovrà soltanto lavorare lei con la fantasia per “confezionarla” con tutto l’amore che ha….
Siccome però, la mia testolina ragiona in maniera tutta matta, m’è ritornato in mente un romanzo azzeccatissimo per questo post, Gli uomini sono come il ciccolato
Riflettete… ci tentano con le loro infinite e stavaganti variazioni sul tema dell’amore. Alcuni all’inizio appaiono dolcissimi, ma poi viene immancabilmente fuori che appartengono al tipo retrogusto amaro. Tuttavia… è proprio impossibile starne lontane! :-D
Questa, in soldoni, la teoria sugli uomini della protagonista, Linda Lano: single, trent’anni, con una giornata riempita fino all’inverosimile dal lavoro in un’agenzia di pubblicità. Niente uomini: neppure quelli selezionati tramite gli annunci per cuori solitari. Ma alla fine nemmeno lei sa resistere ed ecco spuntare un cliente dell’agenzia: soggetto davvero notevole, per il quale vale la pena sospendere l’applicazione della regola fondamentale di non mischiare il lavoro con la vita privata. Per un uomo così speciale, le regole vanno proprio riscritte da capo…

E ora Erika a noi!!

Torta di nocciole e cioccolato
Dal mensile “La Cucina del Corriere della Sera

Ingredienti per uno stampo da 24 cm di diametro
380 g di farina
120 g di cioccolato fondente
100 g di nocciole sgusciate
110 g di burro fuso
100 g di zucchero
20 g di cacao
2 uova
1 bustina di lievito in polvere
250 ml di latte
un pizzico di sale

Riscalda il forno a 180° gradi.
Trita le nocciole fino ad ottenere una granella e riduci il cioccolato a pezzettini. Mescola questi due ingredienti e tieni da parte 2 cucchiai del composto che ti serviranno più tardi per ricoprire la torta.
In una ciotola monta le uova con lo zucchero. Dopo aggiungi il cacao, il burro fuso, un pizzico di sale, le nocciole e il cioccolato tritati.
Setaccia nel composto il lievito e la farina poco alla volta e dopo ogni aggiunta, dai una bella rimestata. Infine aggiungi il latte. Dovresti ottenere un composto piuttosto compatto, che mescolando, si stacca dalle pareti della ciotola.
Imburra e infarina uno stampo, versaci dentro il composto e livellalo leggermente. Inforna a 180° gradi per circa 10/15 minuti. A questo punto cospargi la superficie con i due cucchiai di nocciole e cioccolato che avevi tenuto da parte e prosegui la cottura per altri 10/15 minuti.
Cottura totale: 30 minuti circa.
Sforna e lascia raffreddare il dolce nello stampo.

Che dirti… IN BOCCA AL LUPO!!!

Una tanguera alle prese con la vita

Accendi l'immaginazioneQuest’oggi il Lumachino è stato un pò impegnato con una sua simpaticissima Amica pistoiese :-) , l’estrosissima Serena Zampini, la mia, tutta personalissima, “Miss folletta simpatia”.
Impossibile definirla. Lei è UNICA.
Se dovessi descriverla vi direi: un sorriso contagioso, una mente eclettica persa dietro mille progetti, una folletta che non ha paura “darsi” in una città un pò sonnacchiosa, in sintesi una vera tanguera alle prese con la vita :-) (chissà se in queste definizioni ci si specchia…secondo me l’ultima è azzeccatissima :-) )
Gestisce a Pistoia un piccolo laboratorio, e per il mio obiettivo 2011 “l’inglese si può masticare senza paura” lei è la teacher ideale! L’attende un compito davvero arduo con me. Ma, dalla sua, ha un’allieva pronta a lasciarsi andare scrollandosi di dosso timori e ritrosie (chi se ne frega se una pronuncia verrà storpiata… non è forse vero che “sbagliando si impara?)
Non vedo l’ora di cominciare le nostre lezioni…chissà se riuscirà nell’impresa?
Io credo di si! ;-)

P.S. Parlare di tango m’ha fatto venire in mente questo film