Se fossi una ricetta? Sicuramente la “ragazza pizza di Pasqua”

Pizza di pasquaHo riscritto questo post milioni di volte, come se ogni ricetta che amo non fosse mai quella perfetta, quella che più mi descrive, quella che rende meglio di altre il mio modo di vivere.
Alla fine però l’ho trovata!!! Tradizionale come me (non può essere una vera Pasqua marchigiana senza una fettina di questa pizza nel piatto), soffice al tatto ma saporita al gusto grazie alla presenza del pecorino e del pepe (un pò come il mio essere – dolce, sognatrice, svagata tra le nuvole, ma all’occorrenza decisa e graffiante come una tigrotta), semplice, alla mano e pronta a regalarti un sorriso in compagnia (se la porti ad un picnic fa subito allegria ;-) )
E allora eccomi a voi come la “ragazza Pizza di Pasqua”
Nota anche come pizza di formaggio, il mio papà la metteva in tavola ogni mattina di Pasqua, accanto ad una fettina di salame Fabriano e di frittata col “mentrasto” (io, la frittata a colazione, non ci sono mai riuscita a mangiarla, piuttosto me la gustavo come antipasto nel pranzo pasquale :-D )

Ingredienti (per due pizze da 800 gr circa ciascuna)
600 gr di farina
8 uova
50 gr di latte (o acqua 36°C se si vuole il composto meno grasso e più leggero)
50 gr di olio d’oliva extravergine
10 gr di sale marino fino
8 gr di pepe macinato al mulinello a mano
150 gr di pecorino romano (grattugiato)
150 gr di parmigiano (grattugiato)
350 gr di pecorino fresco a cubetti
50 gr di lievito di birra

Fate la “biga” con 50 gr. di farina, il latte ed il lievito di birra e mettetela a lievitare per 3 o 4 ore circa; mescolate brevemente in un recipiente d’acciaio nell’ordine: 6 uova, il sale, il pepe e la farina, aggiungete la biga, l’olio e i formaggi grattugiati amalgamandoli (nella maniera tradizionale l’impasto viene lavorato a mano come la pasta all’uovo); nel frattempo spennellate con il burro fuso gli stampi, dopodichè riempite i vasi a metà con il composto (cresceranno del doppio) e fateli lievitare per almeno 40 minuti coprendo con un telo.
Passati i 40 minuti infilate con delicatezza i cubetti di formaggio fresco all’interno dell’impasto e coprite nuovamente con il telo e continuate la lievitazione per almeno altri 20 minuti circa.
Battete 2 tuorli in un piatto e spennellate la superficie delle torte quindi infornate a 160°C per 30-40 minuti circa (trascorso questo tempo per verificare il grado di cottura fate la prova dello spiedino di legno, e se risulteranno pronte capovolgetele su di una gratella e lasciate raffreddare in forno spento.
Rigiratele e servitele magari su un centrino di pizzo e vedrete come la sua tipica forma a funghetto vi metterà allegria!
Che dirvi… bon appétit!

P.S. La foto la aggiungerò stasera :-D non ho portato dietro il cavetto per scaricarla (sono peggio della Fata Smemorina :-D )
Sulla bontà chiedete ai mei colleghi ;-)
Juls kitchen e con questa ricetta partecipo al contest di Juls in collaborazione con Macchine alimentari

Pensavo fosse amore…

Gobbolino…invece era un libro, anzi un racconto ad episodi :-D
Come mi piace questa iniziativa lanciata da Sienalibri.it e Toscanalibri.it
Se dovessi provare a rispondere, sarebbe molto difficile perchè tra i libri ci vivo da quando sono nata (la mamma ci comprava di tutto :-) )
Forse però … il mio più grande amore è stato un gatto di nome Gobbolino.
Niente principi azzurri o cavalli bianchi, proprio così :-) avete capito bene … proprio un gatto (ora però sono diventata una canina dipendente ;-) senza la mia Ginger sarei persa)!
Nato gatto di strega, ma con un unico desiderio: diventare un gatto di casa. Mentre infatti i gatti di strega sono tutti neri con gli occhi verdi, lui ha una zampina bianca e gli occhi blu, e volare su una scopa lo terrorizza. Abbandonato dalla strega sua padrona e dalla sorellina Sutica, Gobbolino decide di mettersi in viaggio per trovare una casa in cui vivere felice, ma prima di realizzare il suo sogno dovrà vivere molte avventure!

P.S.: Ce le ho ancora le cassette e pure i due libroni de I raccontastorie (cosa rarissima, visto che la mia mamma, portava e regalava tutto agli asili in cui lavorava…)