Una banda di idioti

Vi capita mai di cominciare la vostra giornata pensando “Ma io con chi ho a che fare? Ma qui, sono forse tutti matti?”
Da parte mia…quasi tutte le mattine 😀
E in ogni occasione ripenso a protagonista di questo romanzo dal titolo azzeccatissimo per il post di stamattina; difficile da descrivere, definire e commentare.
Un libro che spiazza, che piace alla follia o da gettare fuori dalla finestra dopo la prima pagina.
Niccolò Ammaniti ne parla così : “… un romanzo che ti rimane dentro per un sacco di tempo. Parte piano ma se hai pazienza, ti avvolge come una comoda coperta. È divertente, struggente, e il protagonista, il gigante Ignatius Reilly, è un grande di cui ci si innamora facilmente, per intenderci, ai livelli di Garp di John Irving” forse perchè, come diceva Jonathan Swift, ”quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui” .
È il principio primo che muove ogni altra idea, sogno e azione di Ignatius Reilly, un obeso e flautolente protagonista, antieroe per eccellenza a spasso per una New Orleans di fine anni ’60.
Immaginatevi una strano miscuglio tra un barbone gigante con baffoni e berretto verde da cacciatore, un Oliver Hardy impazzito, un Don Chisciotte grasso e un Tommaso d’Aquino perverso, che se ne va in giro filosofeggiando, delirando e sabotando il mondo contemporaneo, mettendo in indicibili guai se stesso e decine di improbabili personaggi : la mamma disperata, Jones, un nero in semischiavitù, che fulmina con frasi al vetriolo e ci fa ridere fino alle lacrime, la signorina Trixie, ottantenne sempre a caccia di prosciutti pasquali e, suo malgrado, dell’eterna giovinezza, Myrna, un’anarco-femminista di New York, Santa Battaglia e l’agente Mancuso, pronti a consolarsi dai dispiaceri con partite di bowling.
Immaginatevi un diario del lavoratore, una summa teologica dell’assurdo, una rivolta di operai attorno a una croce eretta nell’ufficio contabilità, chilometri di archivio ridotti a zero in un minuto, un vecchio cliente umiliato senza scampo con una lettera di insolenze ineguagliabili.
Insomma una grande opera, un mettere alla gogna l’umanità intera, attraverso il più ridicolo e avvilente personaggio che si potesse immaginare, un sarcasmo feroce ed una stritolante ruota della Fortuna che non risparmia nessuno, e che a tutti però dà una possibilità di fuggire, per il rotto della cuffia, dalle spire soffocanti con le quali il destino beffardo lo avviluppa.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...