Un gioco di centimetri

Quando perdo la mia bussola questo discorso funziona meglio di una sberla!
Se poi me lo fa Al Pacino….io sono disposta a TUTTO!!
Grazie a chi me l’ha fatto ricordare!

“…Siamo all’inferno adesso signori miei. Credetemi. E possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi, oppure aprirci la strada lottando verso la luce. Possiamo scalare le pareti dell’inferno un centimetro alla volta. Io però non posso farlo per voi. Sono troppo vecchio. Mi guardo intorno, vedo i vostri giovani volti e penso “certo che ho commesso tutti gli errori che un uomo di mezza età possa fare”. Si perché io ho sperperato tutti i miei soldi, che ci crediate o no. Ho cacciato via tutti quelli che mi volevano bene e da qualche anno mi dà anche fastidio la faccia che vedo nello specchio. Sapete con il tempo, con l’età, tante cose ci vengono tolte, ma questo fa parte della vita. Però tu lo impari solo quando quelle cose le cominci a perdere e scopri che la vita è un gioco di centimetri, e così è il football. Perché in entrambi questi giochi, la vita e il football, il margine di errore è ridottissimo. Capitelo. Mezzo passo fatto un pò in anticipo o in ritardo e voi non ce la fate, mezzo secondo troppo veloci o troppo lenti e mancate la presa. Ma i centimetri che ci servono, sono dappertutto, sono intorno a noi, ce ne sono in ogni break della partita, ad ogni minuto, ad ogni secondo. In questa squadra si combatte per un centimetro, in questa squadra massacriamo di fatica noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro, ci difendiamo con le unghie e con i denti per un centimetro, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei centimetri il totale allora farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta, la differenza fra vivere e morire. E voglio dirvi una cosa: in ogni scontro è colui il quale è disposto a morire che guadagnerà un centimetro, e io so che se potrò avere una esistenza appagante sarà perché sono disposto ancora a battermi e a morire per quel centimetro. La nostra vita è tutta lì, in questo consiste. In quei 10 centimetri davanti alla faccia, ma io non posso obbligarvi a lottare. Dovete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi, io scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi, che ci vedrete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui. Questo è essere una squadra signori miei. Perciò o noi risorgiamo adesso come collettivo, o saremo annientati individualmente. È il football ragazzi, è tutto qui. Allora, che cosa volete fare?”

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6 Pensieri su &Idquo;Un gioco di centimetri

  1. Mi dispiace ma quando non conosco una persona mi viene spontaneo darle del lei.Comunque accetto volentieri l’invito a darti del tu.Dagli ultimi tuoi commenti e citazioni sento emergere un certo scricchiolio nel tuo paziente ed proverbiale inguaribile ottimismo nell’affrontare le problematiche giornaliere ed in particolare quelle più temibili: i rapporti con il genere umano.Mi sembra che a tutto questo si stia facendo largo ( scusa il termine)una concreta apprezzabile e fiera incazzatura, solo parzialmente tamponata dalla immancabile passione nello sfornare ricette di ottima cucina.E questo non credo dipenda dal fatto che hai passato da sola il 1° maggio.Che stà succedendo lumachino?

    • Sono una “petardina fotovoltaica” e mi serve il sole per essere una vera ottimista 😀
      Potra essere merito di Franzen ad avermi un pò “destabilizzata”… ma come dico io…la vita è già breve di suo…mica la posso sprecare leggendo solo puttanate per rilassarmi?! 🙂

  2. Al contrario , la vita non và mai sprecata vivendola in maniera superficiale. Forse non hai colto, ma questa tua “destabilizzazione” io la ritengo un fatto positivo anzi spero che si stabilizzi, i veri “pazzi” non si allineano mai.

  3. Pensiero nobile il perorare il primato dell’interesse collettivo su quello individuale in una fase storica come quella che stiamo vivendo, dove tutta la società tende di fatto ad essere costruita sul più bieco individualismo.
    Buona idea anche quella di utilizzare come metafora il monologo di Al Pacino tratto dal film di Oliver Stone per esortare al “gioco di squadra” per raggiungere un obbiettivo.Ma è su questo che bisogna intendersi.Di quali obbiettivi parliamo? parlare di “gioco di squadra” di “interesse collettivo” senza sapere quali sono gli obbiettivi da raggiungere , per chi e per cosa, significa tutto e/o niente.Prendiamo ad esempio un posto di lavoro:”fare gioco di squadra”massacrarsi di fatica” mettere a rischio la propria vita” per migliorare le condizioni di vita e di lavoro di tutta “la squadra” è favorire giustamente un interesse collettivo, al contrario se come obbiettivo cè quello di fare migliorare il conto in banca del proprio datore di lavoro e/o favorire il proprio capo ufficio o dirigente a raggiungere una promozione e/o un aumento di produttività è fare “gioco di squadra” per favorire un interesse individuale e tutto questo è inaccettabile anche se a dircelo è il grande Al Pacino.

    • Parlare di lavoro….apre in me una voragine di difficoltà! Un giorno vedo la luce, quello dopo Zzzoot è niente in confronto! Marte Font e Bianche Schedula che urlano a destra e sinistra in preda a deliri di onnipotenza!
      …. sfido un qualsiasi dipendente comunale a dirmi se conosce il PEG che il proprio dirigente ha concordato per l’anno in corso…

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