La sindrome di Brontolo

Lumachino è in subbuglio! La valigia è lì in bella vista sul letto e il calendario segna – 1 alle ferie!!!

Se mi chiedete che propositi abbia, vi rispondo all’istante:

  • spiaggiarmi come una lucertola (del tipo girare come un girasole col telo da mare seguendo i raggi del sole);
  • spignattare “a tutta manetta” nella MIA CUCINA di CASA, senza avere la preoccupazione di minifrigo e minifornetti vari :-P;
  • leggere beata con un bel sottofondo jazz tutto quello che in questi giorni ho preso in prestito alla San Giorgio 😀 (un mix perfetto fra autentici troiai scacciapensieri e grandi autori della letteratura contemporanea)!

Siccome ho fatto incetta anche di musica (il Summer Jamboree ti trascina anche in questo), il “tipo da spiaggia” di questo venerdì 🙂 esce dalle mani di uno strepitoso musicista, Stefano Bollani! Un matto scosso (la sua imitazione di Paolo Conte mi fa piegare in due dalle risate) che fa volare col pensiero, grazie alla strepitosa abilità “di arrangiare moltiplicandosi” sul pianoforte. Un racconto, La sindrome di Brontolo, capace di stregare e divertire, come in una sorta di scatola cinese, accendendo la fantasia e chiudendo i ponti con il reale… almeno per il tempo della lettura :-D, in compagnia di cinque strani personaggi (un venditore di palloncini, una donna chiusa in bagno perchè tormentata dai sensi di colpa, un tassista logorroico, un uomo dalle mille identità, ossessionato da un libro dove legge in presa diretta i fatti della sua vita e Simpliciano, tranquillamente consapevole che la sua storia fa parte di un romanzo che altri leggeranno) :-D. Insomma, una giornata nella vita di questi personaggi, sognanti e stralunati, con la sensazione che tutto possa succedere senza che nulla davvero accada!

«La cosa incredibile è che tutti dimenticano lo stesso nano. E badi che è un nano chiassoso, non poco incisivo come il timido Mammolo. Sa perché tutti ricordano gli altri?» Pausa a effetto.

«Perché la cosa che li caratterizza è un difetto. Pisolo dorme, Eolo starnutisce, Brontolo non ne parliamo proprio, Cucciolo è muto, Mammolo è timido, Dotto come lei ha detto giustamente è il capo. Sembrerebbe un pregio, di fatto chiunque abbia avuto un capo concorderà nel fatto che Dotto è un personaggio noioso.»
«E il nano che manca, dunque, è caratterizzato da un pregio?»
«Sì, è l’unico nano allegro. E la gente non lo ricorda. Non lo trova tristissimo? Ricordiamo più facilmente i difetti delle persone. Oppure, se preferisce, ricordiamo più facilmente le persone per i loro difetti. […] Abbiamo la sindrome di Brontolo. Brontolo non fa che notare le cose che non vanno e non si accorge di altro. Brontolo non coglie le occasioni».

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