Cosa Lumachino gli domanderebbe

kevin Hauswirth
Dopo gli ultimi episodi, Lumachino pensa che forse era meglio aver segnato quei bei tre giorni di ferie ed essere andata ad ascoltare in libertà e grande entusiasmo gli interventi per i quali si era prenotata alla Social Media Week di Milano. Tuttavia, allontanando da lei i pensieri e le frasi “ascoltate” in un certo contesto, preferisce vedere la giornata che si avvicina come una bella opportunità, un bicchiere mezzo pieno da cui poter trarre occasione di spunto e riflessione per la propria pratica di lavoro quotidiana!
Può incontrare e ascoltare un ragazzo, più giovane di lei, che è riuscito a trasformare la sua attività nel mondo dei social nel valore aggiunto per una nuova cultura urbana, nella quale i cittadini esercitano nuove forme di controllo e di partecipazione al governo del territorio che abitano.
Cosa gli chiederei?
1- Negli anni 90 c’era chi guardava alla rete come alla belva che avrebbe ucciso la città e invece, forse è proprio lei che la sta salvando: i bit si confondono nei piani di sviluppo urbani perché le cose che interessano il cittadino sono lì, nei luoghi in cui vive! Quali sono secondo te, nel 2013 le premesse da cui partire per l’ideazione e lo sviluppo di una vera città intelligente?
2- Economia, mobilità, ambiente, cittadinanza, qualità della vita, governo aperto: i 6 parametri che l’Università di Vienna ha individuato per mettere a confronto e valutare le nuove città intelligenti: che valore e che ruolo hanno nella tua esperienza di Social Media Director presso la città di Chicago?
3- Primavera Araba, Occupy Wall Street, la vittoria di Obama alle elezioni, sono solo 3 esempi di come, anche dal basso, un cittadino possa partecipare e dire la propria nella gestione della vita pubblica di un paese: cosa ne pensi di questo attivismo civico digitale? Come può, il mondo dei social media, venire in aiuto nella gestione del bene pubblico?
4- Marc Andreessen nel 2004 diceva “Tutti saremo social” pensando a come il valore di una “rete” cresca con l’aggiungersi di nuovi “nodi”: come vivi il tuo “essere social” nel programma di una pubblica amministrazione?
5- Una domanda “frivola”: cosa può rendere “smart” una biblioteca di pubblica lettura come la nostra? (Lumachino è pur sempre una bibliotecaria … ;-)) app, sito web, dotazioni tecnologiche, personaale, social network …quale è, secondo te, la combinazione per diventare una biblioteca capace di connettere, in maniera critica, i suoi utenti al mondo?

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