T come …

Un anno di vacanza “asburgica” sempra essere questo 🙂
Dopo Vienna, Lumachino se ne è andata a passeggiare tra le strade di una città, Trieste, sospesa tra ciò che fu per la storia e ciò che continua ad essere ancora. La città dei poeti e degli scrittori (Saba, Joyce, Svevo solo per ricordarne alcuni) dei caffé che riportano indietro di un secolo tra i fasti dell’impero asburgico, delle persone che sanno interpretare lo stare in mezzo a culture, religioni, lingue e mari…
Sedersi ad un tavolino del Caffé degli Specchi, alzare lo sguardo e ammirare la vastità del pensieri che il mare fa veleggariare lontano accanto a tutte quelle barche che attendono il vento propizio per affrontare il destino.
“Viaggiare è una scuola di umiltà, fa toccare con mano i limiti della propria comprensione, la precarietà degli schemi e degli strumenti con cui una persona o una cultura presumono di capire o giudicano un’altra.”
(Claudio Magris da L’infinito viaggiare)

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